5.ACCOGLIENZA

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Accoglienza, dal latino “collígere”, raccogliere.

raccogliere presso di sé; quindi Ricevere con una dimostrazione di affetto;

Il concetto della Xenia, già illustrato precedentemente, si dovrebbe estendere quindi a tutto ciò che consideriamo “accoglienza”. Oltre a quella “turistica”, riteniamo importante promuovere i concetto anche a quella “migratoria” o, in alternativa, parlare di “campi (dei) profughi”, baraccopoli , “cpa” o altro ancora… comunque luoghi non idonei a una “crescita felice” indispensabile all’integrazione culturale.

Nomad Green Project propone la sua candidatura tra le idee possibili in tal senso.

Accogliere chi “migra” sotto una tenda dove il “vivaio” stesso si trasformi in luogo di incontro e condivisione. Una “casa” comune dove si collabora affinché il “tempo” passi in armonia, pensando a chi, dopo di noi, arriverà e troverà il terreno ben preparato e una Natura amica.

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«Ho disegnato il Palco per tre papi.  Per Giovanni Paolo II ero molto giovane e per me lui era la Speranza, quando ho disegnato il suo palco ho pensato a un guscio, un palco a forma di guscio che per noi simboleggia la Speranza. Quando è venuto papa Benedetto per noi lui rappresentava la Fede, lui è l’uomo della Fede, così per lui ho disegnato un palco che rappresentava una cattedrale aperta con tre volte, una vera chiesa.

Ma quando mi hanno detto che sarebbe arrivato papa Francesco, ci ho pensato- Questo Papa è tutta un’altra cosa! … Speranza, Fede e adesso Carità e Amore.

Per me Francesco significa questo.

Per noi, nella tradizione araba, la Carità ci rimanda all’accoglienza dell’ospite, in una tenda.

Tende che già erano importanti ai tempi del nostro padre Abramo, ma anche al tempo di Gesù, Elia e Mosè. Gli apostoli chiesero a Gesù di costruire tre tende… allora ho pensato alla tenda della Carità, dell’Amore. Proprio per Francesco.»

intervista a Osama TWAL – architetto ideatore palchi del Papa

23 maggio 2014


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31 maggio 2014 – RAI3, concerto per la Sardegna, Geppi Cucciari legge:

«Certe volte mi chiedo: ma se il Signore decidesse di nuovo per un
diluvio e facesse alleanza con un Noè del nostro tempo, cosa vorrebbe
dire con le parole “entra nell’arca tu e tutta la tua famiglia poiché
ti ho visto giusto dinnanzi a me in questa generazione.” ?
Certo ad un’eternità di distanza è facile per noi dare ragione a Noè e
vederlo giusto, ma se oggi vedessimo uno che è sicuro dell’imminente
diluvio universale e che sta costruendo un arca, non rideremmo di lui
prendendolo per matto e chiedendogli magari come vuole ammobiliarla
quella sua arca assurda e ridicola?
A tante prese in giro di sicuro Noè risponderebbe: pensate piuttosto a
come sono assurde e ridicole le vostre case costruite sul niente!  »
(di Milena Agus)
Sardegna, il diluvio 2013.

seznomad


Associazione non profit naturalistico-culturale «Damu di Lampedusa»

Contrada Imbriacola, località Pozzo Monaco in Lampedusa

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